Categoria di articoli per le notizie.
ATTENZIONE: si ricorda che ai fini della classifica finale del circuito VENETO MTB TOUR è valida solamente l’iscrizione al percorso Marathon.
Per ulteriori informazioni clicca sul logo del circuito
Sono aperte le iscrizioni alla 5ª MTB VALLE ZIGNAGO LAGUNA DI CAORLE!
Clicca qui di seguito per accedere direttamente alla pagina contenente il REGOLAMENTO e alla pagina relativa alle MODALITA’ D’ISCRIZIONE .
Per informazioni telefonate a Cicli Zanco 0421.394453 o inviate un mail all’indirizzo di posta elettronica: info@sagittabike.it

Classe 1999, Carlo Geremia, da diversi anni si cimenta nella MTB con discreti risultati, una parentesi sulla strada, ma la sua passione restano le ruote grasse, un padre appassionato che da sempre lo segue, forse anche con ossessionante attenzione, un ambiente sensibile come quello della Sagitta Bike, attiva associazione ciclistica del portogruarese e la miscela è fatta, puntando sul circuito friulano, con costanza e sacrificio, gara dopo gara, all’inizio con la Coppa Primavera classificandosi 4° e poi con la Coppa Autunno vincendola proprio all’ultima gara, ha fatto suo il 1° posto nel Challenge che prevede la sommatoria dei risultati delle due Coppe dopo 13 gare.
E’ stato un risultato che ha puntato sulla regolarità dei piazzamenti, visto la notevole concorrenza, infatti le categorie Primavera e Debuttanti da regolamento è stata unificata, consentendo la partecipazione di ragazzi fino a 16 anni con un panorama di una quarantina di concorrenti. Carlo non è nuovo a risultati ottenuti dopo una serie di gare proprio sul filo di lana, in passato ha vinto il Trofeo Nordest all’ultimo kilometro dell’ultima gara nella bellissima Valle Zignago, ciò denota se non altro una buona tenuta psicologica che per un giovane può essere una dote utile nella vita, forse il suo futuro non sarà in sella ad una bicicletta, ma perlomeno avrà apprezzato lo sport ciclistico come disciplina dove rispetto delle regole e degli avversari unitamente al sacrificio e la fatica sono fonte di soddisfazione personale.
In bocca al lupo Carlo e complimenti.

Ecco il link al sito SDAM che ha fornito il servizio di crometraggio della gara
http://www.mysdam.it/events/event/results_27111.do

Pubblichiamo l’Itinerario di gara con indicazione degli attraversamenti pedonali, partenza/arrivo e mappa dei parcheggi
Ci siamo. Mancano solo pochi giorni all’inizio della prima 12 ore città di Portogruaro!

Abbiamo pubblicato il video relativo alla prova del circuito cittadino sul quale si svolgerà la 1° edizione della “12 ore Città di Portogruaro”. Clicca sull’immagine, sarai indirizzato alla pagina contenente il video.
IL PROGETTO
La “12 ore città di Portogruaro” che si terrà il 7 di settembre 2013, dalle ore 10.00 alle ore 22.00 è un progetto dedicato al ciclismo su strada a squadre
Si tratta di una competizione di durata a staffetta, nella quale i partecipanti sono impegnati a turno, uno per squadra, nella ripetizione del circuito nell’arco complessivo delle 12 Ore. Vi saranno impegnati atleti tesserati a squadre agonistiche.
Il percorso previsto abbraccia il centro storico di Portogruaro nel suo cuore, percorrendo le vie interne alle “quattro torri”, ovvero le antiche porte che delimitavano un tempo la città, quando era cinta da mura.
Verranno quindi percorse in senso antiorario, Piazza della Repubblica (partenza e sede dei cambi degli atleti), a seguire Corso Martiri, Via dell’Abbazia, Piazza Nievo, Via Garibaldi, Via Seminario, Via Cavour, Via Rastrello, Corso Martiri.
La manifestazione ambisce a diventare emblematica per Portogruaro, come è successo per altre realtà cui si ispira, prima fra tutte la “24h di Feltre”.
Si propone come un’opportunità di valorizzazione del centro storico della nostra cittadina, con l’obiettivo di esplorare ambiti diversi di potenziali frequentatori del nostro paese e di farlo conoscere al di fuori dei consueti circuiti.
Sarà doppiamente interessante: per gli atleti che gareggeranno in un circuito cittadino unico nel suo genere, a fare da cornice saranno i palazzi ed i portici rinascimentali, in un percorso veloce, tecnico e mai scontato, che li terrà impegnati al massimo per tutta la durata della gara.
Ma sarà soprattutto spettacolare per chi accorrerà da spettatore, data la tipica formula delle gare di durata, fatta di velocità elevata per tutto l’arco delle 12 ore, di cambi frenetici con i compagni di squadra per non perdere nemmeno una frazione di secondo, e per il fatto che il finale di gara verrà disputato in notturna.
Iniziative analoghe sono diventate un punto di riferimento nel panorama promozionale delle città che le accolgono (come testimoniato dalla descrizione qui allegata, riferita alla sopra citata 24h di Feltre http://www.notonlysports.com/2013/06/18/24-ore-di-passione-e-business-feltre ) e questo è l’obiettivo che ci si pone anche per Portogruaro.
IL COINVOLGIMENTO DEL CENTRO STORICO

La Chiusura del Centro Storico interesserà la sola sede stradale del circuito sopra indicato, dalle ore 8.30 alle ore 22.30 circa di sabato 7 settembre. Inoltre, sarà necessario prevedere la chiusura delle vie interessate all’accesso dei mezzi per e durante il posizionamento del ponteggio più sotto specificato, che è presumibile avvenga nella giornata di giovedì 5 settembre, a partire dal primo pomeriggio: in tal modo, l’ingombro sarà ridotto al minor tempo possibile, considerata l’usuale chiusura nelle prime ore del pomeriggio per le pulizie conseguenti il mercato cittadino.
Per quanto riguarda la Fruibilità del centro storico durante la gara, il centro storico resterà accessibile ai pedoni durante tutta la manifestazione, ivi comprese le ore della gara. Ciò sarà reso possibile dall’installazione di un ponteggio pedonale, che consentirà l’attraversamento di Via Martiri, in prossimità della Piazza della Repubblica, garantendo il costante collegamento fra i due lati della sede stradale. In Via Roma, sarà allestito un ulteriore punto di attraversamento, con la presenza di personale dedicato, da utilizzarsi ovviamente in via residuale e per i casi di necessità. La presenza del ponteggio, dalla sua installazione alla chiusura per la gara, non ostacolerà il normale utilizzo delle strade interessate. La sua altezza, infatti, è tale da non costituire impedimento al passaggio dei mezzi che normalmente circolano per il centro storico
La Messa in sicurezza della manifestazione sarà garantita dal posizionamento di transenne e mezzi di protezione che delimitino il percorso di gara e, nel contempo, garantiscano l’incolumità degli atleti, degli spettatori e la salvaguardia di edifici e strutture. L’accessibilità ai mezzi di emergenza è già stata verificata ed è garantita in più punti lungo tutto il percorso.
L’ACCOGLIENZA DELLA MANIFESTAZIONE

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE di PORTOGRUARO, coinvolta fin dalla nascita dell’idea e intravvedendo le potenzialità della manifestazione per la diffusione della realtà portogruarese, ne ha sposato in pieno finalità e obiettivi diventando un partner indispensabile per la sua realizzazione
Molti altri sono i soggetti che hanno già accolto il progetto e che, a vario titolo, hanno deciso di sostenerlo e collaborare con noi:
la CONFCOMMERCIO di PORTOGRUARO, che ritiene la manifestazione un’opportunità per il centro storico;
la PRO LOCO di PORTOGRUARO, nell’ambito della sua funzione di promozione e valorizzazione della nostra cittadina;
EDICICLO EDITORE, che completerà la visione del mondo ciclistico con appuntamenti di approfondimento;
alcune associazioni come l’AVIS di PORTOGRUARO, il GRUPPO SOMMOZZATORI di PORTOGRUARO, lo SCI CLUB di PORTOGRUARO e numerosi privati, a vario titolo.


Le immagini si riferiscono alla prova del tracciato cittadino.

Sabato 15 giugno si è svolta a Portogruaro la 10° edizione di Di Ruota in Ruota. Anche quest’anno la partecipazione è stata numerosa. Un’edizione che conferma i successi degli anni passati, lo si è visto nei sorrisi delle persone che si sono ritrovate in piazza Martiri a Portogruaro e che lungo tutto il percorso hanno condiviso questo momento di giovialità.
Più di mille persone si sono presentate davanti al Municipio di Portogruaro. La partenza era prevista per le ore 19,00 ma fino a mezz’ora prima la piazza era semivuota. Poi, l’arrivo all’ultimo momento di centinaia di persone ha surriscaldato l’atmosfera. I bambini sparsi un po’ dappertutto fremevano per partire mentre i genitori controllavano l’orologio e lentamente si spostavano verso l’arco della partenza. Nel frattempo il buon Boschin Claudio intratteneva i presenti. Era presente anche Vittorio Menditto, un ragazzo tetraplegico cui verrà devoluto parte del ricavato della manifestazione per una delicatissima operazione in una clinica svizzera. Ci auguriamo che ciò possa aiutare Vittorio a ridurre il proprio handicap permettendogli di dedicarsi al meglio alla sua arte: la pittura.
Ad un certo punto gli amici del Vespa club di Portogruaro accesero le loro specialissime preannunciando l’inizio della pedalata.
Il team Sagitta Bike ed i Vespisti si schierarono alla partenza pronti ad affiancare la lunga coda di ciclisti che da lì a breve avrebbe invaso le vie del centro per poi avviarsi verso Nord direzione Cinto Caomaggiore.
Molti i curiosi che lungo i portici del centro rimanevano a guardare l’inizio della pedalata. D’altronde non capita tutti i giorni di vedere sfilare per il centro della città una scia così lunga di biciclette, tanto che dal passaggio della prima bicicletta a quello dell’ultima passava un quarto d’ora abbondante.
Ed ecco che la sfilata ebbe inizio lungo lo splendido Corso Martiri della Libertà proseguendo successivamente per Via del Rastrello e Via Cavour, poi la svolta verso lo Stadio e lungo la ciclabile che costeggia il parco di Villa Marzotto. Grazie all’aiuto della Polizia locale di Portogruaro che per tutto il percorso ha svolto un lavoro encomiabile, il corteo attraversava uno dei punti più critici in Via Stadio infilandosi così nel sottopasso della ferrovia. Qui si formava qualche ingorgo ma tra le risate e le spinte un po’ più decise sui pedali il convoglio proseguiva allegramente. Dopo il passaggio nella zona del centro commerciale il corteo attraversava l’abitato di Gruaro per proseguire lungo uno dei tratti più suggestivi del percorso nei pressi del Lago Azzurro.
La spensieratezza ormai aveva il sopravvento ed i volti dei ciclisti si facevano più rilassati ma il fondo un po’ sconnesso della strada sterrata obbligava tutti ad una maggiore concentrazione.
Giunti finalmente a Cinto Caomaggiore i ciclisti parcheggiavano i loro mezzi in uno spazio vicino alla chiesa appositamente allestito. L’effetto ottico dell’insieme di biciclette era impressionante.
Ecco, dunque, il tanto atteso riposo davanti ad un gustoso piatto di pasta al ragù preparato dagli Alpini in stretta collaborazione con la Pro Loco di Cinto i quali, coordinati da Sergio Biasio, di fronte all’assalto dei ciclisti dimostravano sangue freddo ed una perfetta organizzazione.
Giusto per dare qualche numero possiamo dire che sono stati cucinati più di 100 kg di pasta, 65 kg di carne per ragù, consumati 20 kg di formaggio grattugiato, distribuite 200 bottiglie di vino e più di 1500 bottiglie di acqua, oltre a 200 baguette, 800 panini per Hot Dog con circa 1000 wurstel.
Nella splendida ambientazione creata appositamente dietro alla Chiesa, porzioni abbondanti e bevande fresche ristoravano i partecipanti.
Quando ormai il buio stava per arrivare e tutti si erano rifocillati la lunga carovana ripartiva in direzione di Summaga di Portogruaro. I fanali delle biciclette parevano lucciole lungo la strada che riconduceva a Portogruaro attraverso un sterrato finale lungo la ferrovia, reso ancor più suggestivo dalla presenza delle fiaccole.
Ad accogliere i partecipanti in piazza a Portogruaro c’era tutto il comitato organizzatore capitanato da Trevisan Roberto e Mauro Zanco, presidente della ASD Sagitta Bike, pronti a brindare alla riuscita della pedalata con un ottimo bicchiere di sangria, una fetta di crostata e dello zucchero filato per i bambini le cui simpatie sono state subito attirate da uno spettacolo di cabaret a conclusione della serata.
La ASD Sagitta Bike è riuscita di nuovo nel suo proposito di offrire alla comunità un’occasione di incontro, svago e scoperta del territorio oltre che un’opportunità di aiutare chi è più bisognoso.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa 10° edizione, ai comuni di Portogruaro e di Cinto Caomaggiore, dandoci la consapevolezza che la strada intrapresa ancora 10 anni fa prosegue ininterrotta. L’auspicio, quindi, è che il prossimo anno ci si ritrovi ancor più numerosi!

In occasione dalla manifestazione del 7 e 8 giugno “24 Ore Castelli di Feltre” edizione 2013, la Sagitta Bike ha messo in campo la sua consueta capacità organizzativa, in collaborazione con la CT Portogruarese, infatti si è mossa la carovana composta da 24 atleti e molte altre persone a supporto della logistica alla volta della bellissima cittadina bellunese.
Già dalle prime ore del venerdì un nutrito gruppo di amici si è dato da fare per installare i gazebi per il del reparto cucina destinato a funzionare ininterrottamente per 24 ore, sotto l’attenta regia dei f.lli Bellotto coadiuvati dalla onnipresente Gabriella e annessa tenda per i pranzi e momenti di breafing, le tende e i camper destinati al reparto riposo e ai vari servizi logistici per le biciclette e assistenza.
Le condizioni meteo, sia pure incerte quest’anno sembravano risparmiarci, consentendo il regolare montaggio delle strutture necessarie, sotto l’occhio vigile del responsabile logistico Sergio Biasio, però qualche goccia qua e là non lasciava presagire nulla di buono, nuvoloni intensi continuavano a sfiorare le bellissime colline del Feltrino, ma la speranza era quella comunque di scendere regolarmente sul percorso cittadino.
Tutto era pronto, dal vettovagliamento, ai rulli di riscaldamento, dai sacchi a pelo, ai scaramantici impermeabilini anti acqua, eravamo con gli occhi al cielo e speravano nella buona sorte, l’importante era partire in sicurezza, poi si sarebbe visto l’evoluzione delle cose.
Verso l’imbrunire, all’improvviso uno scorcio di sole fa capolino tra una nuvola dispettosa e una collina, la pioggia sembrava scongiurata, ciò era equivalso ad un segnale divino e l’intero parterre si rianimava, un brulichio di persone ricominciava a vociare, si riascoltavano i rumori tipici delle manifestazioni, l’aria si impregnava di profumi appetitosi, di grigliate e fritture di ogni genere, l’alto parlante ha cominciato ad emettere una musica di base incalzante che faceva prevedere l’inizio delle danze, e finalmente le parole che tutti aspettavano con trepida attesa, si dava inizio alla chermesse, con la presentazione delle diverse squadre provenienti da tutta Italia e anche dalle lontane Irlanda, Germania, Croazia e Austria, dando un tocco di internazionalità al tutto, lo speaker scandiva a gran voce tutte le squadre, e finalmente echeggia il nome di “SAGITTA BIKE N° 28”
Si respirava un’aria febbrile, tutti cominciavano a riscaldarsi, chi sul percorso, chi a piedi, odori e rumori erano un crescendo, il volto della gente cominciava a sorridere, chi si incupiva, chi ancora sguaiatamente manifestava le proprie future performance, chi ancora aguzzava lo sguardo felino intento a cogliere la smorfia fatale dell’avversario, chi ancora felicemente non aspetta altro che partire dalle retrovie timoroso di uno start che tutti attendevano.
Si ripassavano i turni, si valutavano le strategie, si ipotizzavano gli inconvenienti, si ragionava dove guadagnare tempo o meglio, dove perderne di meno, qualcuno ironizzava, altri sparlavano, altri ancora riflettevano e sotto l’attenta regia del saggio Luciano Banini, comandante indiscusso della spedizione, si concretizzava un gruppo, formato da persone molto diverse, ognuno con le proprie peculiarità, ma comunque una vera squadra.
I megafoni annunciavano di prepararsi sulla linea di partenza e ai box per i previsti cambi.
Il ruolo più delicato della partenza spettava proprio al capitano Luciano, seguito dal potente “Giampi” Codognotto e dall’affidabile Claudio Stival, il fremito degli istanti precedenti al via si percepiva a pelle, la gente urlava, esultava, incitava, la Sagitta al gran completo capitanata da presidente e vice, era sugli spalti a fare il tifo, e poi il via, un vento spazzava la strada, un turbine di ingranaggi sviluppavano un fruscio che aveva quasi dell’armonioso e del terrificante nello stesso tempo, il rombo dei motori delle auto staffetta imballavano e la musica assordante con lo speaker che urlava frasi ad effetto, faceva accapponare la pelle.
La macchina da guerra della Sagitta era partita, e la sensazione era che nulla ora poteva fermarla e che sarebbe stata un’altra edizione memorabile della 24 Ore di Feltre.
Affiatamento, incitazione e sano divertimento sportivo erano il collante del gruppo, la citazione del famoso conte riecheggiava nella bocca di tutti: “l’importante è partecipare ………“ ma nella testa ognuno pensava, “…ma, se si riesce a stare davanti meglio”.
Giro dopo giro il sudore si sprecava, le urla si attenuavano, la stanchezza si sentiva, ma non si doveva mollare, mai per nessun motivo, per nessuna ragione, dovevamo battere noi stessi, e magari anche gli amici-avversari della Portogruarese, e ad ogni cambio prontamente segnalato dall’inossidabile Sergio, era sempre un colpo al cuore quando vedevi la tabella rossa sollevarsi e come un toro inferocito aspettavi solo di cogliere il leggero percepire della girata dal lato verde, non dovevi esitare, dovevi capire a livello telepatico che il tuo compagno stava arrivando, che la tabella non era girata, ma che si sta girando, non dovevi deludere lo sforzo disumano che aveva fatto per consegnarti un treno decente e lo dovevi raggiungere, riprendere, succhiare la ruota e farti tirare in salita, ma, cazzo……, quanto correvano, avevano il motore sotto il culo, e i battiti cardiaci erano ormai sulle orecchie, ma non dovevi mollare, dovevi e basta.
Gladiatori, li vedevo tutti gladiatori, che ogni volta che partivano dalla zona cambio entravano come dei lottatori nell’arena, disposti a vendere cara la pelle, magari a perdere qualche brandello di carne, ma puntare al risultato, non dovevano penalizzare la squadra, non dovevano peggiorare rispetto alla tornata precedente, dovevano migliorare, dovevano, dovevano e basta.
E i gruppi si susseguivano uno dopo l’altro inesorabilmente in una moltitudine di colori e rumori, e Sergio, sempre lì sul palco a segnalare, passavano i minuti, le ore, la notte, e lui sempre lì, non beveva, non mangiava, non dormiva, non pisciava e lui, sempre lì, lucido, spietato, assetato di prestazioni, le sue imprecazioni non si sentivano, ma si vedevano, eccome, i suoi occhi anche se stanchi dopo giri e giri, ti esortavano e non potevi deluderlo, non potevi deludere i tuoi compagni e allora di nuovo dentro, per il successivo giro, ancora più veloce di prima e dopo ancora e ancora, fino allo sfinimento.
Per non farsi mancare nulla c’è stata anche una breve parentesi bagnata dove l’auto di sicurezza obbligava tutti ad accodarsi, e quindi tutto da rifare, le ambulanze recuperavano gli sfortunati assaggiatori di asfalto, ma nulla di grave, la pioggia diminuiva, si attenuava fino a smettere completamente, il percorso miracolosamente drenava l’acqua e si ripartiva più veloci di prima.
Si susseguivano i vari turni, toccava alla pattuglia dei “3 Roberto” Marin, Trevisan e Zanin, poi il forte Robertino Perissinotto ma per noi “Robertone”, condannato a recuperare i secondi persi dal sottoscritto e dal buon Claudio “Bossa” con il limitatore di giri inserito e poi ancora i fortissimi Claudio e Federico Gerolin con Luca Berti in gran spolvero e poi nuovamente tutti gli altri.
Ad un certo momento la notizia trapela, una di quelle che ti mettono il fuoco dentro, eravamo davanti di due giri rispetto alla Portogruarese, squadra che da sempre ci batteva e onore al merito, se erano stati più bravi di noi, se lo erano pure meritato, ma ora c’era la possibilità del colpaccio, di superarli, di essere noi per una volta i migliori, sapevamo di avere alcuni turni deboli ed altri molto più forti, la strategia doveva cambiare, più tardi sarebbero arrivati rinforzi freschi e su quelli dovevamo contare, e quindi tutti a disposizione, chi aveva ancora un briciolo di energia doveva entrare e poi tutti pronti per il gran finale e per sparare gli ultimi colpi decisivi.
Ma a meno di due ore dalla fine, la sfiga si accaniva su di noi, cominciava a tuonare, il cielo si oscurava e si rovesciava un diluvio universale di colossali dimensioni, il che non lasciava speranze alla conclusione positiva della tanto attesa sfida ciclistica tra Sagitta e Portogruarese.
A quel punto eravamo indietro, di pochissimo, forse secondi, ma comunque indietro, bastava riuscire ad entrare con il turno dei nostri atleti di punta e sarebbe stato un successo senza precedenti.
Pazienza, le gare sono così e se anche delusi per la prestazione sportiva, ci siamo abbondantemente consolati con una cena di proporzioni bibliche, dove l’antagonismo sportivo e la competizione acerrima, erano totalmente scomparsi per lasciare spazio a momenti di sana goliardia e enologiche risate. Il vino scorreva a fiumi come l’acqua sul percorso, la classifica a quel punto non contava più nulla, eravamo tutti vincitori e vinti nello stesso tempo.
La sfida era solo rimandata, e se ci sarà un’edizione 2014, io risponderò, PRESENTE.
Grazie compagni di avventura per i momenti magici che mi avete regalato.
Giorgio Geremia
Inserisci qui sotto il tuo indirizzo mail!
Ci occuperemo noi ad aggiornarti sui prossimi eventi ed incontri.
All Rights Reserved. Developed by Progression Studios